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Scritto il 11/05/2017, 11:12
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Anziani e coabitare: un’opportunità da cogliere

Sandro Polci, recentemente intervenuto alla presentazione del volume “La Forza degli anni”, tenutasi presso l’Istituto Santa Margherita a Roma, in questo studio affronta con grande concretezza la questione del numero crescente di anziani nelle città italiane, cercando di immaginare soluzioni abitative alternative all’istituzionalizzazione. Infatti l’autore, con l’attenzione dell’architetto, comprende l’esigenza di ripensare le nostre città anche ripartendo dai cambiamenti demografici. Le città devono essere concepite anche a misura dei numerosi anziani che le abitano e che invece spesso subiscono l’isolamento dovuto alla dispersione dei grandi centri abitati.

Polci, in questo libro ben documentato, parte dai numeri e dati concreti: in Italia gli anziani sono 12 milioni, di cui un milione vive da solo in un’abitazione di proprietà. Spesso si tratta di case grandi, la cui metratura non corrisponde alle reali esigenze degli anziani che le abitano. Come è noto alle case più grandi corrispondono maggiori costi, cui non sempre gli anziani riescono a far fronte con le proprie risorse economiche. Si deve inoltre considerare che la maggior parte degli anziani percepisce una pensione inferiore ai 1.000 euro al mese, quasi totalmente impiegata per fronteggiare le spese di mantenimento della casa e il pagamento delle bollette.

Nelle città italiane si vive la contraddizione di avere grandi e belle case abitate da anziani soli e a volte indigenti. La domanda di Polci è: questo fatto non potrebbe tradursi in un’opportunità? Non si potrebbero cominciare ad immaginare delle soluzioni di condivisione residenziale (il silver co-housing), come già si è sperimentato nei Paesi del Nord Europa. Convivere vuol dire: mettere insieme le risorse, aumentare il proprio tenore di vita ed evitare i rischi legati all’isolamento sociale. L’idea dell’autore è che gli enti locali potrebbero sostenere queste soluzioni: aiutare a ristrutturare le abitazioni per adattarle ad una convivenza, creare reti di protezione o un portierato sociale nei condomini più popolati da anziani. Il libro di Polci è un appello alla politica perché incoraggi il silver co-hausin, che rappresenta un risparmio e consente agli anziani di rimanere a casa senza perdere i riferimenti del proprio quartiere. Polci ha il pregio di argomentare la sua tesi in modo molto convincente, legandola anche alla specificità della situazione italiana, caratterizzata da un grande numero di case disabitate e da un forte incremento della popolazione anziana. Si consiglia dunque la lettura di questo testo, nella convinzione che il “convivere” rappresenti veramente la migliore strada possibile per affrontare con serenità i problemi legati all’invecchiamento della popolazione nel futuro.

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